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Strensiq approvato in Europa per il trattamento dei pazienti affetti da ipofosfatasia con esordio pediatrico, una malattia metabolica estremamente rara e potenzialmente mortale


La Commissione europea ha approvato l'uso di Strensiq ( Asfotase alfa ) come terapia enzimatica sostitutiva a lungo termine per i pazienti affetti da ipofosfatasia ( HPP ) con esordio pediatrico, per il trattamento delle manifestazioni a livello osseo.

L’ipofosfatasia è associata a manifestazioni ossee multiple, come rachitismo / osteomalacia, alterazioni del metabolismo calcio e fosfato, crescita e mobilità ridotte, insufficienza respiratoria che può richiedere ventilazione, e convulsioni sensibili alla vitamina B6.

Strensiq è la prima terapia approvata nell'Unione europea ( UE ) per il trattamento dei pazienti affetti da ipofosfatasia, una malattia metabolica estremamente rara e potenzialmente mortale.

L’ipofosfatasia è una malattia estremamente rara, che colpisce cioè meno di 20 pazienti per milione rispetto alla popolazione generale. E’ caratterizzata da un difetto nella mineralizzazione delle ossa che può portare alla deformità delle ossa e ad altre anomalie dell'apparato scheletrico, oltre a complicanze sistemiche come una forte debolezza muscolare, convulsioni, dolore e insufficienza respiratoria con morte prematura nei neonati.

La Commissione Europea ha concesso l'autorizzazione al commercio per Strensiq come terapia enzimatica sostitutiva a lungo termine per i pazienti affetti da HPP con esordio pediatrico, nel trattamento delle manifestazioni ossee della malattia.
La storia dei pazienti affetti da ipofosfatasia con esordio pediatrico di età neonatale non trattati indica alti tassi di mortalità in caso di necessità di ventilazione. Il 71% dei neonati trattati con Strensiq che necessitavano di ventilazione sono sopravvissuti e hanno continuato il trattamento.

L'approvazione di Strensiq nella Unione Europea si è basata su dati clinici provenienti da studi registrativi prospettici e dalle relative estensioni, che includevano 68 pazienti affetti da ipofosfatasia con esordio pediatrico ( da neonati a persone di 66 anni ). I risultati dello studio hanno dimostrato che i pazienti affetti da ipofosfatasia con esordio pediatrico trattati con Strensiq mostravano miglioramenti rapidi e costanti nella mineralizzazione ossea, valutati in base alla scala Radiographic Global Impression of Change ( RGI-C ), che esamina la gravità del rachitismo in base a radiografie. I pazienti arruolati negli studi clinici mostravano miglioramenti anche nella struttura scheletrica, come dimostrato dalle radiografie delle articolazioni, dall'aspetto istologico del materiale osseo sottoposto a biopsia e dall'apparente aumento di statura e di peso.

Le reazioni avverse più comunemente osservate, per la maggior parte non gravi e di medio-moderata intensità, si sono verificate a livello del punto di iniezione ed erano associate alle iniezioni.

L’ipofosfatasia è il risultato di una mutazione del codice genetico di un enzima noto come fosfatasi alcalina non-tessuto specifica ( TNSALP ). La deficienza genetica che caratterizza l’ipofosfatasia può colpire persone di ogni età. L'ipofosfatasia viene classificata in base all'età del paziente al momento dell'esordio dei sintomi della malattia. L'esordio infantile e giovanile dell'ipofosfatasia viene definito come la manifestazione dei primi sintomi entro i 18 anni.
L’ipofosfatasia può avere conseguenze devastanti per i pazienti di ogni fascia d'età. In uno studio sulla storia naturale della malattia, i neonati che manifestavano i primi sintomi dell’ipofosfatasia entro i primi 6 mesi di vita presentavano un tasso elevato di mortalità complessivo, pari al 73% a 5 anni. In questi pazienti la mortalità è dovuta principalmente a insufficienza respiratoria. Nei pazienti sopravvissuti fino all'adolescenza e all'età adulta, le conseguenze cliniche a lungo termine possono comprendere fratture ricorrenti e non-sanabili, debolezza muscolare, dolore e necessità di ausili per la deambulazione, come sedie a rotelle, deambulatori e bastoni.

Strensiq ( Asfotase alfa ) è una innovativa terapia enzimatica sostitutiva creata per far fronte alla causa sottostante l'ipofosfatasia: il deficit dell'attività di TNSALP. Sostituendosi all'enzima deficitario, il trattamento con Strensiq punta a impedire o ad annullare gli effetti della mineralizzazione ossea difettosa, evitando così la grave morbilità scheletrica e sistemica dei pazienti e la loro morte prematura.

Nei pazienti trattati con Strensiq sono possibili reazioni di ipersensibilità di tipo allergico grave, come orticaria, difficoltà respiratorie e/o collasso cardiovascolare. La somministrazione di Strensiq può provocare reazioni al punto di iniezione.
In pazienti con meno di 5 anni di età sono stati riportati casi di craniostenosi.
Nei pazienti trattati con Strensiq sono stati riportati casi di calcificazione oftalmica ( congiuntivale e corneale ). Non vi sono dati sufficienti per stabilire una relazione causale tra l'esposizione a Strensiq e progressione di craniostenosi né tra l'esposizione a Strensiq e la calcificazione ectopica.
Il trattamento con Strensiq può aumentare la concentrazione del siero di ormone paratiroideo oppure provocare un aumento di peso eccessivo nei pazienti. ( Xagena2015 )

Fonte: Alexion, 2015

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